Citofono condominiale: la spesa va ripartita in parti uguali o in base ai millesimi?

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citofono

La classica questione che genera spesso dissapori all’interno del condominio.

Come va ripartita la somma necessaria per l’installazione del citofono condominiale? In base ai millesimi oppure in parti uguali fra i vari condomini?

 

Risposta secca

L’impianto citofonico condominiale apporta vantaggi a tutti i condomini e, salvo accordi differenti, la spesa per l’installazione dell’impianto deve essere ripartita in base al numero degli allacciamenti in ugual misura.

Situazione diversa se ogni unità immobiliare, invece, possiede un impianto autonomo. In questo caso, essendo il dispositivo ad uso individuale, le spese sono a carico del singolo condomino.

 

Citofono e parti comuni: la pulsantiera

Anche in relazione al sistema citofonico (l’impianto nella sua totalità, cavi, ricevitori, pulsantiere ecc…) sono individuabili apparecchiature e dispositivi che rientrano nella classificazione di parti comuni.

Ricordo,  brevemente, che sono identificate come parti comuni, quelle opere o installazioni destinate all’uso o al godimento comune (vd. art. 1117 c.c.).

Nel caso del citofono, è parte comune il quadro esterno. La pulsantiera insomma. Perché consente a tutti i condomini l’utilizzo dell’impianto citofonico.

In questo caso, se ad esempio la pulsantiera va cambiata oppure riparata, il criterio di ripartizione della spesa per la conservazione delle parti comuni, è in base ai millesimi (vd. art. 1123 c.c.). Sempre salvo diverso accordo tra tutti i condomini ovviamente.

Se però vi sono pulsantiere autonome per singola unità immobiliare, cioè ogni appartamento ha la sua propria pulsantiera, questo comporta che la spesa sia a carico individualmente del relativo condomino.

Per maggiori informazioni o consulenza su questo argomento, contattami.
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