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Contributo del Consorzio di Bonifica: informazione interessante

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Con recenti pronunce giurisprudenziali si è sancito che il preteso pagamento del Contributo di Bonifica risulta essere illegittimo e non dovuto laddove si verifichi la violazione e mancata applicazione, da parte dello stesso Consorzio di Bonifica, degli artt. 3 e 10 del R.D. n. 215/1933; secondo tali articoli, infatti, si prevede la delimitazione del perimetro di contribuenza con procedura di legge e che lo stesso sia reso pubblico col mezzo della trascrizione.

Inoltre, l’art. 11 del summenzionato Regio Decreto individua anche la necessità di un vantaggio diretto e specifico a favore dell’immobile di proprietà del contribuente, vantaggio che deve essere provato ed individuato e non solo generico e ipotetico.

In pratica, fra i fatti costitutivi della pretesa impositiva risulta a chiare lettere l’esistenza del beneficio all’immobile del contribuente, dipendente dall’opera di bonifica che va quindi provata da parte del Consorzio.

Il contributo di bonifica è un contributo annuale e grava su tutti i proprietari di immobili (fabbricati e terreni) che ricadono all’interno dell’area di competenza del Consorzio di bonifica, i quali beneficiano delle attività di bonifica ed irrigazione. Ma se questa attività non avviene quali strumenti ha il contribuente per la tutela dei propri diritti?

Parliamone.

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