Nuovo esame di avvocato, quali novità?

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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 aprile 2016 il Decreto del 25 febbraio 2016 , n. 48 che regola la disciplina delle modalità e delle procedure per lo svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali. Riporto di seguito le novità che ritengo più interessanti.

 

Come funziona ora l’esame di stato per diventare Avvocato?

Una delle novità più interessanti è senza dubbio che i candidati, per le prove scritte che prevendono la redazione dei pareri motivati e dell’atto giudiziario, non potranno utilizzare i codici esplicati ma solamente i testi di legge:

I candidati possono portare per la prova esclusivamente testi di legge stampati e pubblicati a cura di un editore, ivi incluso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il timbro di riconoscimento della commissione distrettuale, la data in cui e’ effettuato il controllo ed il visto di uno dei suoi componenti sono apposti sulla prima di copertina dei testi di legge ammessi. (art. 4, c. 2)

I candidati non potranno, ovviamente, comunicare con l’esterno e per evitare questo rischio l’ambiente verrà isolato con schermatura delle  frequenze  della  telefonia  cellulare  e  dei  collegamenti wi-fi (art. 4, c. 1).

Restrizioni niente male, vero?!

 

Maggiore imparzialità per tutti i candidati

Per le prove scritte è disposto che il Ministero della giustizia trasmetta al presidente della commissione distrettuale, a mezzo di posta elettronica certificata, i temi formulati per ciascuna prova,  protetti  da  un  meccanismo  di  crittografia a  chiavi asimmetriche. Tutto questo in  un  arco  temporale  compreso  tra  i  centoventi  e  i sessanta minuti precedenti l’ora fissata per l’inizio di ciascuna prova scritta. (art. 3, c. 3)

Cambia anche l’esame orale, nel senso che, le domande da porre ai candidati saranno estratte a sorte da un dabase informatico nazionale (art. 6).

legal quote

 

 

Che dire…

Andranno avanti i più bravi, com’è giusto che sia. Ma secondo me il punto rimane: superando l’esame di stato non è che al ritorno a casa troverai, magicamente, fuori la porta la fila dei clienti ad aspettarti. Ecco perchè per certi versi ritengo che sarebbe opportuno semplificare l’accesso alla professione e lasciare che il mercato premi i più bravi.

Il cammino dalla laurea alla professione (considerando la pratica forense e qualche bocciatura all’esame di stato, che può starci!) è lungo e pesante. A questo ci aggiungi che i “primi soldi buoni” arriveranno col dovuto tempo, perchè comunque bisogna aspettare che “finisca la causa”… e spesso ce ne vuole di tempo!

Quindi bisogna rinunciare? Non direi.

Se non ci fosse gente cattiva, non ci sarebbero buoni avvocati. (Charles Dickens)

Quindi ci sarà sempre bisogno di un buon avvocato!


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